Una voce per Anne Frank: Andrea Valente

Andrea vive e vegeta tra i colli dell’Oltrepò Pavese, dove disegna pecore – per lo più nere – e scrive storie strampalate. A volte, per variare un po’, fa disegni strampalati e scrive storie di pecore – per lo più nere -, ma a pensarci bene non è che cambi poi molto. Colleziona caffettiere (per tenersi sveglio, dice…) e cravatte di Topolino, solo che alla fine di caffettiera ne usa soltanto una e di cravatte nessuna. E quando ha gente a cena si inventa qualche risotto col suo bel tegame di rame stagnato. Il suo primo disegno di successo è stata la caricatura del professore di filosofia (lo sventurato, pur di toglierselo dai piedi, lo ha subito promosso), mentre il suo romanzo che resterà nella storia narra dell’avventurosa invenzione del gelato al pistacchio, solo che deve ancora cominciare a scriverlo. La sua parola preferita è chissà, anche se non è chiaro il perché. Nel 2011 gli è stato conferito il Premio Andersen come miglior autore completo.