La carta è paziente

Per una come me, scrivere un diario è una sensazione davvero strana. Non solo perché non ho mai scritto prima, ma perché mi sembra che un domani né a me, né a nessuno altro potranno interessare le confidenze di una scolaretta di tredici anni. Sì, infatti, la carta è paziente; e visto che non ho intenzione di far leggere a nessuno quel quaderno cartonato che porta il nome altisonante di diario, a meno che prima o poi mi capiti di trovare un amico o un’amica con la a maiuscola, probabilmente non gliene importa niente a nessuno. Ed eccomi arrivata al punto da cui è partita tutta quest’idea del diario; non ho un’amica.

Anne Frank, 20 giugno 1942